STORIA DI PESCARA – cap. 2: DA ROMA AL XV SECOLO


La storia di Pescara è poco conosciuta ed alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell'oscurità. Le origini della città sono antiche e legate alla posizione geograficamente favorevole come raccordo delle vie di comunicazione tra l'antica Roma e l'area dell'Adriatico. 



Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'avvento dei barbari, anche la storia di Aternum diventa oscura. All'epoca dell'invasione dei Longobardi, è probabile che Aternum avesse un vescovo e ciò dimostrerebbe la sua importanza. Infatti, si sa della leggenda del vescovo Cetteo, attuale patrono della città, che, accusato dai Longobardi di essere complice dei Greci cristiani, fu fatto precipitare dal ponte marmoreo con una pietra legata al collo (13 giugno 597). Si hanno scarsissime notizie dei secoli successivi.
Intorno all'anno 1000, il fiume Aternum viene chiamato Piscarius e il borgo cambia il suo nome e diviene Piscaria; il villaggio finiva tra le pertinenze dell'Abbazia di Montecassino. L'insediamento pur distrutto e ricostruito più volte, riveste sempre grande rilievo per la sua posizione strategica e per le sue robuste difese militari. Nel 1095 Piscaria era ricca di monumenti e chiese, tra le quali le Chiese di San Salvatore, Santi Legunziano e Domiziano, San Tommaso Apostolo, San Nicola e Santa Gerusalemme, i cui basamenti sono stati recentemente riportati alla luce di fronte all'attuale Cattedrale di San Cetteo.
Secondo un'altra teoria, la città avrebbe preso il nome dal fiume Pescara, il quale, sgorgando dal cuore della montagna in corrispondenza delle Gole di Popoli, trarrebbe la sua denominazione dall'antico termine osco-umbro "pesco", il cui significato è quello di "roccia".
Nell'anno 1140 Pescara fu conquistata da Ruggero II, re normanno di Napoli, che fece eseguire diverse opere, tra le quali il restauro del porto. Gli anni successivi furono caratterizzati da molteplici devastazioni della città: sia per eventi naturali e sia perché Piscaria era sempre preda di attacchi da parte degli eserciti dei signorotti locali e potentati del tempo- come nel 1290 da Ottone IV. Si tratta di un periodo molto difficile nel quale le sorti della cittadina sono legate al continuo succedersi di nuovi padroni del territorio. Il Quieti riferisce di diversi signori, tra cui Rainaldo Orsini, Luigi di Savoia e quel Francesco del Borgo, detto Cecco del Cozzo, vicario di Ladislao I di Napoli, che nel 1409 fece ricostruire la cittadella e la torre in mezzo alla piazza e che fu ricordato come uomo saggio e virtuoso.

Il XV secolo è caratterizzato dal dominio del territorio dei d'Avalos d'Aquino che terranno quello che poi divenne il marchesato di Pescara per diversi decenni, pur se con diverse interruzioni. Nel 1435 e nel 1439 la città fu conquistata dal capitano di ventura napoletano Giacomo Caldora. Nel 1447 e poi nel 1482, subì gli attacchi e le razzie dei Veneziani. Nel 1509, Vittoria Colonna acquisisce il titolo di marchesa di Pescara, sposando Fernando Francesco d'Avalos. Nel 1528 Pescara fu espugnata da Odet de Foix, visconte di Lautrec e maresciallo di Francia. Ma la reazione del re di Spagna ed imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V non tardò ad arrivare e i D'Avalos si riappropriarono del marchesato di Pescara.

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Gli altri capitoli della Storia di Pescara a questo link:


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