STORIE d'ABRUZZO - La seconda guerra mondiale


Durante la seconda guerra mondiale l'Abruzzo pagò un alto tributo di sangue. Le incursioni aeree, iniziate fin dall'inverno del 1942/43, si intensificarono in primavera e nei mesi estivi. La linea Gustav, costituita dai tedeschi in ottobre e mantenuta fino alla primavera del 1944, peggiorò la situazione.



La linea Gustav passava infatti nella parte centro-meridionale dell'Abruzzo unendo la valle del Sangro col Tirreno. Sulmona fu ripetutamente bombardata con ingenti danni al patrimonio edilizio e alle infrastrutture.

Pescara subì pesanti bombardamenti nei quali rimasero uccise 3.000 persone e fu distrutto o danneggiato l'80% degli edifici della città. Anche Avezzano, appena ricostruita dopo il devastante terremoto del 1915, fu in gran parte rasa al suolo. Ortona fu teatro di una cruenta battaglia che causò migliaia di vittime e la distruzione totale della città. neppure L'Aquila fu risparmiata dai bombardamenti. L'8 dicembre del 1943 insieme alla stazione andarono distrutti molti edifici pubblici e privati del capoluogo abruzzese.
Oltre ai bombardamenti alleati (come ad Orsogna e a Francavilla al Mare che fu letteralmente rasa al suolo), la popolazione subì le rappresaglie tedesche. Il 21 novembre 1943 a Pietransieri, nei pressi di Roccaraso vennero uccisi centoventotto civili su una popolazione di cinquecento abitanti. Le ragioni di questo crimine non sono mai state chiarite. I nazisti uccisero donne, anziani e bambini di pochi mesi. Rappresaglie di ogni tipo furono compiute dai tedeschi in tutta la Regione. Ad Onna, vicino l'Aquila furono assassinati sedici civili ed altrettanti nel vicino centro di Filetto di Paganica. A Filetto si disse che fossero implicati anche alcuni fascisti locali. A Capistrello furono uccisi quindici civili la cui unica colpa era stata quella di aver nascosto del bestiame che le truppe di occupazione tedesche volevano requisire.
Gravi bombardamenti su Avezzano e Massa D'Albe. Fin dall'autunno del 1943 Ettore Troilo iniziò a raggruppare i partigiani costituendo la Brigata Maiella, che combatté strenuamente contro l'esercito tedesco. La città di Lanciano fu teatro di una grande azione di resistenza. Nell'Ottobre del 1943 gruppi di giovani si sollevarono contro l'invasore tedesco. Undici patrioti, alcuni dei quali appena adolescenti, persero la vita nel vano tentativo di liberare la propria città. Negli anni sessanta Lanciano fu insignita della medaglia d'oro al valor militare per la Guerra di Liberazione.
Nel dicembre del 1943 si svolsero le battaglie della linea Gustav presso Ortona tra tedeschi e alleati. Il giorno di Natale Ortona fu liberata.
Nel mese di giugno del 1944 tutto l'Abruzzo fu liberato dalle truppe britanniche, polacche, italiane e statunitensi, accolte trionfalmente dalla popolazione.
Nel dopoguerra avviene la grande emigrazione verso il nord-Europa.
1950: si verificò il terremoto a Campotosto di intensità pari all'VIII grado della Scala Mercalli.
1958: terremoto a L'Aquila dell'VIII grado della Scala Mercalli
anni sessanta: emigrazione verso le città del nord-Italia
1963: il 27 dicembre viene istituita la regione Molise. L'Abruzzo perde totalmente il territorio della Provincia di Campobasso con le città di Campobasso, Isernia,Termoli, Larino e Agnone, quest'ultima già appartenente alla provincia dell'Abruzzo Citeriore (Chieti) fino agli inizi dell'Ottocento.
1966: inizio Autostrada A25, tratto Roma-Pescara
1968: inizio del Traforo del Gran Sasso
1973: inizio del tratto Roma-L'Aquila/Teramo dell'Autostrada A24
1982: apertura dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso
1984: apertura tunnel del Gran Sasso, direzione Teramo
1985: visita di papa Giovanni Paolo II ad Avezzano e al centro di Telespazio.
1995: apertura del secondo tunnel del Gran Sasso, direzione L'Aquila
2009: gravissimo terremoto in Provincia dell'Aquila. Onna, frazione di L'Aquila, risulta uno dei luoghi con maggiori danni registrati, come pure la città di L'Aquila e le località limitrofe. L'entità è stata stimata intorno al grado 6,3 della magnitudo momento (circa VIII-IX grado della scala Mercalli). 308 le vittime accertate e oltre 1.000 feriti. Il Governo Italiano ha stimato i danni in circa 12-15 miliardi di Euro.

Fine


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Ciao Sabry



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