Pescara La perla dell’Adriatico


Ennio Flaiano, pescarese doc e soggettista di Federico Fellini, per il film “I Vitelloni” aveva adottato un’espressione gergale della sua città: «Uhe vitello’ cum’a sti’?». I vitelloni del terzo millennio, come i loro nonni, bazzicano la movida notturna della Pescara vecchia in corso Manthonè. 



In più possono bighellonare lungo il nuovo Ponte del Mare, la struttura prossima alla foce del fiume che dà il nome alla città. Elegante e slanciato, si eleva per consentire il passaggio alle imbarcazioni. I pescaresi lo frequentano come fosse una piazza: chi ama pedalare, sfruttandone la forte pendenza, si diverte a salirne la china e a lasciarsi scivolare dall’altro lato; chi passeggia vi trova un luogo privilegiato da cui godere da un lato la vista sulla città, dall’altro del mare. La sua finalizzazione non è il traffico motoristico, ma quello pedonale e ciclistico. Una realizzazione che consente di crea- re la necessaria continuità al Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile che corre lungo tutta la costiera da Ravenna a Santa Maria di Leuca. Ed è proprio la bicicletta il mezzo ideale per conoscere i polmoni verdi della città, la Pineta d’Avalos e quella di Santa Filomena, o per costeggiare alcune delle spiagge più belle dell’Adriatico. Una delle poche spiagge d’Italia dove ci si può anche sposare, rivivendo così l’esperienza di Brooke Logan e Ridge Forrester nella fiction “Beautiful”, pagando un massimo di 600 euro. Per molto meno si può uscire in mare con Nonno Reno (pescaraturismo.it), che può imbarcare sino a 10 persone, offrendo loro un’escursione di circa 5 ore e un pasto con quello che si è pescato insie- me. Per un pranzo stellato Michelin basta prenotare un tavolo a Les Paillottes (lidodellesirene.it), un ristorante gourmet su una delle spiagge più belle di Pescara. Una dependance anch’essa a pochi passi dal mare, il Granchio Royal, propone pizze e sushi. Nel pomeriggio c’è tempo per la cultura. Il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna ospita opere di Carrà, Guttuso, Mirò e Picasso. La Fondazione Paparella-Treccia (museopaparelladevlet. com), all’interno di Villa Urania, invece custodisce 151 capolavori di maiolica artistica opera dei maggiori maestri castellani attivi tra il XVI e il XIX secolo. Al tramonto l’ideale è spingersi nelle adiacenze di uno dei numerosi trabocchi della costa pescarese. Antiche macchine da pesca sospese sull’acqua, sono costruzioni resistenti al mare, in grado di creare con le loro architetture ardite un pontedialogo con la terra, parlandoci di come si sapeva interagire con gli elementi fornendosi d’intelligenza e rispetto. I vecchi pescatori ci passavano notti intere.

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